Proseguono gli studi sulla terapia enzimatica della celiachia, con risultati positivi. Le novità arrivano dai ricercatori dell’Università di Stanford.
Gli studi in corso riguardano un enzima che si chiama EP-B2 derivato dall’orzo, che scinderebbe il glutine nell’ambiente gastrico (che è estremamente acido).
Vi chiederete: che differenza c’è rispetto alle propil-endopeptidasi (PEP) di cui abbiamo già parlato?
La differenza (e la novità) è che, secondo questi ricercatori, la combinazione dei due enzimi (EP-B2 e PEP) permetterebbe di rendere più efficace l’attività delle PEP, che si è visto non essere abbastanza rapida nel detossificare il glutine e quindi nel proteggere il paziente dall’assunzione del glutine stesso.
Invece grazie alla combinazione dei due enzimi i celiaci potrebbero (il condizionale è d’obbligo, perché finora non sono stati effettuati studi su pazienti) assumere modeste quantità di glutine senza effetti tossici.

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