È di questi ultimi giorni la notizia che sta proseguendo con successo la sperimentazione della pillola per la celiachia. Dopo aver superato i test sugli animali da esperimento e sui volontari sani, viene annunciato che l’AT1001, questo il nome del farmaco, sta dando risultati molto promettenti nella sperimentazione sui celiaci.
L’AT1001 agisce indirettamente sul sistema immunitario, bloccando, secondo la Alba Therapeutics Corporation, la compagnia farmaceutica che lo produce, l'effetto tossico del glutine, permettendo così ai celiaci di assumere prodotti prima vietati.
Questo nuovo farmaco agirebbe legandosi ai recettori per una proteina chiamata zonulina, che si trova normalmente nel nostro corpo e che nei celiaci sembra essere in eccesso.
La zonulina regola il passaggio di molecole attraverso la barriera dell’intestino, un suo eccesso, ci spiega il Dr Alessio Fasano direttore del Centro per la Ricerca sulla Celiachia dell’Università del Maryland e capo ricercatore della sperimentazione, determinerebbe un passaggio nel circolo sanguigno di sostanze derivate dai cibi, tossine, particelle virali e batteriche. Ciò può causare un attacco da parte del nostro organismo verso se stesso, con l’attivazione del sistema immunitario, determinando così una patologia autoimmunitaria come la celiachia.
Il farmaco legandosi ai recettori al posto della zonulina ne riduce l’attività, rendendo quindi l’intestino “impermeabile” al glutine, permettendo così ai celiaci di mangiare tutto quello che vogliono.
Non tutti sono però d’accordo con le affermazioni dell’ l’Alba Therapeutics Corporation e dei ricercatori di questo progetto: altri esperti consigliano cautela verso questa pillola, in quanto sostengono che il miglior modo di trattare un’intolleranza alimentare è quello di evitare i cibi “problematici”, mangiando in modo sano, con una dieta bilanciata e facendo regolarmente attività fisica.
Non dobbiamo poi dimenticare che la sperimentazione prevede ancora tempi molto lunghi perché il farmaco possa essere messo in commercio, in quanto gli studi fatti finora (chiamati di fase I) hanno valutato solamente il profilo farmacologico del molecola. Devono essere ancora verificate la sua reale efficacia (fase II) per la malattia celiaca e, aspetto non secondario, la sua sicurezza (fase III), studi che richiederanno probabilmente diversi anni.

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