Grano OGM e celiachia: possibile?

giovedì 18 gennaio 2007 07:50:14 da Davide

Quanti conoscono la vera storia del grano duro?Penso che pochi sanno che in origine, in Puglia, esisteva un grano duro di nome "Cappelli", unica varietà di grano duro coltivata nel Mezzogiorno d'Italia, apprezzato per la qualità, ma poco produttivo.

Nel 1974 il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato "Cappelli", esponendolo a raggi gamma, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione il grano "Cappelli" era diventato "nano", mostrando differenze, in positivo, circa la produttività e la precocità nella crescita.

Questo nuovo grano duro mutato geneticamente fu battezzato "Creso" e, con esso, si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc.

Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell'enorme aumento dei casi di celiachia, per alterazione del pH digestivo e la perdita della flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di glutine che quel tipo di grano mutato ha apportato all'alimentazione umana.

E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano?

Il Professore Luciano Pecchiai, storico fondatore dell'Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all'ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione plausibile di questa correlazione causa-effetto, su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate. “E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto - spiega Pecchiai - cosicché facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all'azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica”. Appare fondata l'ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della frazione proteica del grano stesso, in particolare della frazione di gliadina, proteina basica responsabile dell'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia.

"E' evidente - ammette lo stesso Pecchiai - la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine". E non è da escludere che sia proprio questo uno degli scogli più difficili da superare.

La riconversione della produzione diviene imprese assai ardua e incontrerebbe, senza dubbio, molte resistenze. Dopotutto non esiste ancora una spiegazione al fatto che la celiachia è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e l'allarme non accenna a rientrare.

Detto questo, celiaci e non, con che occhi guardate ora un piatto di pasta?
Già in passato si era parlato molto del miglioramento genetico del grano, persino in un articolo apparso su L’informatore Agrario, Verona 40, n.29, 1984 scritto da Bozzini, Mosconi, Rossi, Scarascia-Mugnozza. Ma solo ora è stato ripreso in considerazione come possibile causa dell’aumento dei casi di celiachia in Italia.

L'intervista al Professore è apparsa su AAM Terranova n°193, sulla Gazzetta di Modena del 11/11/06 e su CCNnews un magazine on line

   

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Commenti dei lettori

1. Inserito venerdì 16 febbraio 2007 alle 18:01:18 da anna maria

Ho scoperto ieri il tuo sito. Cercavo delle buone ricette prive di glutine, perche` quelle che trovo sui siti USA non tanto mi allettano. Non credo di essere celiaca, ma potrei avere una sensibilita` al grano, cosa che sto attualmente indagando.
Il tuo sito e molto interessante

2. Inserito giovedì 31 gennaio 2008 alle 19:34:45 da Fabio

Vorrei dare un mio piccolo contributo.
Nel 1970-71 mi trovavo alla Casaccia, Centro di ricerche nucleari del CNEN, per preparare la mia tesi di Laurea e sentivo parlare di una ricerca in corso su piante di grano, irraggiate dal Reattore per ottenere un tipo di grano "migliore".
Dopo qualche anno apparve nei campi il nuovo tipo di grano, con un rendimento molto superiore, il quale in breve soppiantò gli altri tipi di grano. Penso che nessuno valutò i possibili effetti collaterali.