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domenica 23 settembre 2007
Da un brevissimo articolo comparso sul "Corriere Salute" di oggi leggo che anche in Itakia presto il sorgo potrebbe essere introdotto dell'alimentazione senza glutine perchè geneticamente modificato in modo che possa ben rientrare tra gli alimenti consentiti e tollerati.
"Negli Stati Uniti, sono stati selezionati e commercializzati dei semi-ibridi food-grade, privi di glutine e dei pigmenti che conferiscono al cereale il caratteristico colore rosso. Secondo gli studi, queste varietà sono idonee per i celiaci e hanno un alto contenuto di componenti anti-cancro." notizia che compare su questo sito
In attesa di ulteriori informazioni e/o smentite è bene continuare a non utilizzare questo cereale così da non avere reazioni e problemi.
martedì 03 aprile 2007
Facciamo il punto della situazione sulla pillola AT-1001 per il trattamento della celiachia. Come forse vi ricorderete, l'AT1001 agisce sulle cellule intestinali, bloccando l'effetto tossico del glutine, in modo da permettere ai celiaci di mangiare, dopo aver assunto la pillola, anche alimenti che contengono il glutine. Dopo gli studi di fase I, che hanno valutato il profilo farmacologico della pillola, a settembre è stato annunciato l’inizio della fase II della sperimentazione che prevede la somministrazione della pillola a pazienti affetti da celiachia. Lo studio viene effettuato in modo che ne i pazienti ne gli sperimentatori siano a conoscenza di chi assume la pillola e di chi invece assume un semplice placebo in modo che i risultati non possano essere influenzati. L’ultima novità ci viene comunicata dall’Alba Therapeutics Corporation, la compagnia farmaceutica che produce la pillola: è terminata la prima parte della fase II, cioè la fase di arruolamento dei pazienti celiaci e, probabilmente, i risultati dello studio verranno comunicati entro la fine di quest’anno!
venerdì 23 febbraio 2007
È stato recentemente identificato da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità un peptide che potrebbe avere un effetto protettivo nei confonti della celiachia. Questa molecola si chiama 10mer ed è presente nel grano duro, quindi in un alimento VIETATO ai celiaci! Lo studio, pubblicato su Pediatric Research, ha evidenziato come questo peptide sembra essere in grado di prevenire nei celiaci l'attivazione e la proliferazione delle cellule linfocitarie, che sono cellule del sistema immunitario che nei celiaci vengono attivate proprio in seguito al contatto con il glutine che l'organismo riconosce come estraneo. I risultati dello studio indicano quindi che una molecola naturalmente presente nel grano duro agisce in vitro come antagonista della gliadina, aprendo la strada ad un possibile nuovo approccio terapeutico per la celiachia. Visto che sto cercando di contattare il Dott. De Vincenti per avere maggiori informazioni sullo studio, se avete delle domande o volete dei chiarimenti, scriveteci!!!
Fonte: Istituto Superiore di Sanità
giovedì 18 gennaio 2007
Quanti conoscono la vera storia del grano duro?Penso che pochi sanno che in origine, in Puglia, esisteva un grano duro di nome "Cappelli", unica varietà di grano duro coltivata nel Mezzogiorno d'Italia, apprezzato per la qualità, ma poco produttivo.
Nel 1974 il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato "Cappelli", esponendolo a raggi gamma, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione il grano "Cappelli" era diventato "nano", mostrando differenze, in positivo, circa la produttività e la precocità nella crescita.
Questo nuovo grano duro mutato geneticamente fu battezzato "Creso" e, con esso, si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc.
Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell'enorme aumento dei casi di celiachia, per alterazione del pH digestivo e la perdita della flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di glutine che quel tipo di grano mutato ha apportato all'alimentazione umana.
E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano?
venerdì 20 ottobre 2006
Ecco la seconda parte (con altre importanti scoperte) dello studio condotto in Italia, che ha permesso di individuare nell’infezione da rotavirus una possibile causa della celiachia.
I ricercatori si sono inoltre domandati qual è il ruolo dell’immunità congenita (cioè quella parte del sistema immunitario che reagisce in modo veloce a caratteristiche comuni dei patogeni) o dell’immunità acquisita (cioè quella parte del sistema immunitario che produce anticorpi e cellule immunitarie contro specifiche caratteristiche dei patogeni) nelle diverse fasi della malattia e come mai l’aggressione autoimmunitaria della celiachia coinvolge non solo l’intestino, ma tutto l’organismo (la pelle, le giunture, il fegato, il cervello, il cuore, l’utero e altri organi).
mercoledì 18 ottobre 2006
Certamente non potevamo tralasciare la nuova scoperta che è stata fatta in campo scientifico per quanto riguarda la malattia celiaca e di cui tutti avrete sicuramente sentito parlare. L’articolo pubblicato su Plos Medicine riguarda uno studio realizzato presso l’Università di Verona, di Genova e l’Istituto Gaslini di Genova. Innanzitutto lo scopo di questo studio era cercare di chiarire come si sviluppa la celiachia, aspetto ancora non del tutto noto e indispensabile per arrivare ad una cura.
martedì 10 ottobre 2006
E' stato recentemente pubblicato uno studio su un’altra possibile terapia per la celiachia.
La nuova terapia si dovrebbe avvalere dell’interleuchina 10 (IL-10), che è una proteina con capacità di modulare la risposta infiammatoria dei linfociti che è alla base della celiachia e delle alterazioni intestinali tipiche di questa malattia. Grazie alla modulazione della risposta infiammatoria da parte della IL-10, nelle cellule intestinali è stata evidenziata una soppressione della proliferazione in risposta alla gliadina.
Come avrete capito lo studio non è stato condotto direttamente su dei pazienti celiaci, ma su delle cellule, quindi (purtroppo anche in questo caso) probabilmente non sarà una terapia utilizzabile in breve tempo, comunque i risultati finora ottenuti sono positivi.
Tutto questo ci fa ben sperare sia perché anche in questo caso i risultati sono buoni sia perché numerose sono le ricerche in corso per trovare una valida terapia per la celiachia dalla ormai famosa pillola, alla terapia enzimatica, ai fermenti lattici.
venerdì 29 settembre 2006
L’Alba Therapeutics Corporation (la compagnia farmaceutica che produce la pillola per la celiachia AT-1001) ha annunciato l’inizio della fase II della sperimentazione.
Dopo i buoni risultati della fase Ia e Ib comincerà presto una successiva fase della sperimentazione che interesserà diversi centri con l’obiettivo di valutare sicurezza, tollerabilità ed efficacia dell’AT-1001 durante l’esposizione al glutine.
martedì 11 luglio 2006
Un altro aiuto alla dieta del celiaco arriva dalla sperimentazione per produrre un'avena priva di glutine.
Il progetto denominato “Costruzione di una filiera nell’Alto Bradano finalizzata all’ottenimento di avena senza glutine adatta alle esigenze dei consumatori celiaci e dell’infanzia” ha finora dato ottimi risultati.
giovedì 29 giugno 2006
Proseguono gli studi sulla terapia enzimatica della celiachia, con risultati positivi. Le novità arrivano dai ricercatori dell’Università di Stanford. Gli studi in corso riguardano un enzima che si chiama EP-B2 derivato dall’orzo, che scinderebbe il glutine nell’ambiente gastrico (che è estremamente acido).
Vi chiederete: che differenza c’è rispetto alle propil-endopeptidasi (PEP) di cui abbiamo già parlato?
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