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giovedì 29 maggio 2008
Un risotto tutto integrale, con l'inconfondibile sapore delle 'castraure', una delizia tipica delle mie zone (soprattutto dell'Isola di Sant'Erasmo): le castraure sono i primi boccioli prodotti ogni anno dalla pianta del carciofo, che vengono potati per incrementarne la produttività.
Ingredienti (per due persone)
due tazze di riso integrale già cotto
6 castraure
una tazza e mezza di piselli freschi
un porro
un pizzico di curcuma
uno scalogno
due foglie di alloro
sale grosso
olio extra vergine di oliva
martedì 29 aprile 2008
Un nome esotico per un piatto delizioso che arriva direttamente dalle tavole delle famiglie giapponesi! La parola donburi, categoria a cui appartiene questa preparazione, indica il piatto in cui viene servito il cibo, una ciotola da riso molto capiente con un sostegno rotondo. In mancanza di un recipiente laccato, una ciotola semplice, in ceramica o porcellana, andrà benissimo.
L’oyako-donburi – oyako significa ‘genitore e figlio’ – ha come base del riso gohan (riso al vapore), che viene servito con pollo e cipollotti a cui sono state aggiunte delle uova. Caratteristica dell’oyako- donburi è quella di mantenere indietro la cottura dell’uovo, che deve rimanere molto morbido.
Ingredienti
due tazze di riso giapponese o riso a chicco corto, cotto al vapore
200 gr di polpa di pollo fatta a tocchetti
due uova
cipollotti finemente tagliati
mezza tazza di brodo dashi
salsa tamari senza glutine
alga nori tagliata a strisciolime
vino binaco q.b
zucchero q.b
domenica 03 febbraio 2008
Sono sempre più numerosi i corsi di cucina che prestano attenzione anche alle intolleranze ed alle allergie alimentari. Così anche i tre incontri ' "Il Tao in cucina" proposti dal ristorante Zen/Zero, dedicati alla cucina sia vegetariana che macrobiotica.
Nel quartiere antico di Ostia, a pochi minuti dall'area archeologica di Ostia antica, il ristorante Zen/Zero organizza tre incontri, una sorta di mini corso che si svolge il 2, il 9 ed il 16 febbraio dalle 9.15 alle 12.00, e che può essere seguito anche per una singola giornata/lezione (costo complessivo 130 €, per la singola lezione 50 €). Ai partecipanti sarà dato un attestato di partecipazione, del materiale informativo sull'alimentazione tradizionale e biologica, anche di pesce. Al termine di ogni incontro, cena di degustazione! Ciascuna lezione prevede la preparazione di una zuppa, due primi, due secondi, verdure e dolce. Particolare attenzione alla ricette senza glutine o senza lattosio.
Per informazioni: www.ristozenzero.it
domenica 23 settembre 2007
Da un brevissimo articolo comparso sul "Corriere Salute" di oggi leggo che anche in Itakia presto il sorgo potrebbe essere introdotto dell'alimentazione senza glutine perchè geneticamente modificato in modo che possa ben rientrare tra gli alimenti consentiti e tollerati.
"Negli Stati Uniti, sono stati selezionati e commercializzati dei semi-ibridi food-grade, privi di glutine e dei pigmenti che conferiscono al cereale il caratteristico colore rosso. Secondo gli studi, queste varietà sono idonee per i celiaci e hanno un alto contenuto di componenti anti-cancro." notizia che compare su questo sito
In attesa di ulteriori informazioni e/o smentite è bene continuare a non utilizzare questo cereale così da non avere reazioni e problemi.
giovedì 12 luglio 2007
E' uscito proprio in queste ultime settimane un nuovo libro dedicato alla celiachia e a tutti coloro che, quotidianamente, devono fare i conti con questo problema.
La casa editrice che lo propone è la Guido Tommasi di Milano, già 'affezionata' ai temi legati alla gastronomia ed alla cucina intese come vere e proprie espessioni culturali di popoli ed epoche differenti. L'autore, il giornalista Pietro Semino, si occupa da molti anni del rapporto tra cibo e salute e in questo nuovo libro propone un bel po' di ricette per preparazioni di base e varianti più sfiziose, sfatando - un po' come cerchiamo di fare noi qui, con le nostre esperienze in cucina!! - il preconcetto secondo cui 'cucina dietetica = cucina insipida'!! A corredo delle ricette, l'elenco completo dei cibi vietati e di quelli ammessi, e utili indicazioni su come fare la spesa in modo 'tattico' e dove reperire informazioni sempre aggiornate. Insomma, un libro da comprare ed avere sempre a portata di mano!
www.guidotommasi.it
venerdì 06 aprile 2007
Non so voi, ma io quando viaggio - e anche prima, quando il viaggio lo preparo a tavolino, che sia per un week end di 'fuga' o per le ferie quelle vere, quelle che ti permettono di staccare sul serio dalla routine - come prima cosa mi informo su quello che potrò mangiare. Da celiaca, ovviamente, so che non potrò scegliere alla leggera il ristorante o il negozio di specialità da saccheggiare, ma a questo 'problema' si aggiunge una mia quasi maniacale curiosità per la gastronomia tipica di qualsiasi paese, paesino, città, metropoli, stato che mi accingo a visitare. Scoprire una città nuova attraverso i suoi sapori tradizionali è una tappa quasi irrinunciabile per me, ma quando, alla possibilità di assaggiare le specialità locali si aggiunge anche l'opportunità di imparare a prepararle, si torna a casa davvero con qualcosa in più!
Così, mi sono messa a spulciare un po' quello che offre la mia città, in fatto di corsi di cucina locale - complice anche la visita di un amico giapponese che si occupa proprio di gastronomia nostrana - e ho scoperto che esiste una società cooperativa, Rivivinatura, che tra le varie attività turistiche 'classiche', propone anche dei corsi di cucina, assolutamente 'elastici' per orari e durata, con la possibilità di fare anche la spesa prima della lezione e visitare il mercato ittico di Rialto, che da solo vale la visita alla città!
mercoledì 04 aprile 2007
Stavo navigando in uno dei miei siti culinari di riferimento, quello di Alice
fonte di tante idee da riproporre e anche interessante per nuove conoscenze in materia enogastronomica, quando mi sono accorta di uno spazio dedicato al mondo della celiachia con qualche informazione e anche qualche ricetta appositamente studiata e proposta; vi lascio il link così che possiate curiosare anche voi! Buona navigazione!
sabato 17 febbraio 2007
Facciamo un po' di chiarezza su questi due cereali che sono naturalmente privi di glutine e che quindi sono adatti in una dieta per celiaci perchè possono benissimo essere impiegati in preparazioni sia dolci che salate come sostituti dei più tradizionali riso, mais e grano saraceno. L'Amaranto, proviene dalle coltivazioni del Centro America ed era considerato sacro per polazioni quali Inca e Atzechi per i quali era un alimento base della loro dieta quotidiana, a lungo dimenticato, è stato poi riscoperto intorno alla seconda metà dello sorso secolo e da quel momento ne è stata incentivata di nuovo la coltivazione, sia a scopo nutrizionale che a scopo decorativo; Per l'alta percentuale di proteine,e per il conseguente valore nutrizionale viene comunemente affiancato ai cerelai, anche se per la composizione sarebbe più indicato associato alla famiglia delle leguminose. Il suo utilizzo è molto indicato anche per coloro che hanno bisogno di integrare la dose quotidiana di ferro e calcio, elementi di cui è molto ricco.
La Quinoa, come l'amaranto proviene da coltivazioni del Centro America, e in antichità era considerata pianta sacra per gli Inca. Sta diventando di uso molto più comune rispetto al precedente cereale e le sue prepazrazioni sono molto semplici e variabili a seconda dei gusti personali; Fonte wikipedia
martedì 23 gennaio 2007
Leggendo il comunicato stampa della conferenza che si è tenuta sabato 20 gennaio a Grosseto dal titolo "L'Amaranto: l'antico cibo degli Dei alimento del futuro?", ho scoperto (ebbene sì, non lo sapevo) che l'amaranto non è solo una pianta commestibile, ma anche che i suoi semi sono completamente privi di glutine!
E' una pianta diffusa soprattutto nel Sud America, ma che si può vedere anche in Italia dove viene utilizzata a scopo ornamentale. La si riconosce dal colore dell sue foglie: rosso... amaranto!
Dal punto di vista nutrizionale è molto ricco di proteine a elevato valore biologico, di lisina (un amminoacido essenziale), di calcio e anche di fibre.
Dai suoi semi è possibile ottenere una farina (senza glutine) utilizzabile per preparare pane e dolci, mentre con i semi si possono preparare muesli o croccanti.
giovedì 18 gennaio 2007
Quanti conoscono la vera storia del grano duro?Penso che pochi sanno che in origine, in Puglia, esisteva un grano duro di nome "Cappelli", unica varietà di grano duro coltivata nel Mezzogiorno d'Italia, apprezzato per la qualità, ma poco produttivo.
Nel 1974 il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato "Cappelli", esponendolo a raggi gamma, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione il grano "Cappelli" era diventato "nano", mostrando differenze, in positivo, circa la produttività e la precocità nella crescita.
Questo nuovo grano duro mutato geneticamente fu battezzato "Creso" e, con esso, si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc.
Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell'enorme aumento dei casi di celiachia, per alterazione del pH digestivo e la perdita della flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di glutine che quel tipo di grano mutato ha apportato all'alimentazione umana.
E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano?
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